Fiaccolata per la pace in Siria

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Riceviamo dal territorio e diffondiamo:

FIACCOLATA PER LA PACE IN SIRIA

La notizia dei giorni scorsi di un presunto attacco chimico a Duma, nel sud-ovest della Siria, ha creato una escalation di tensione in tempi molto rapidi. Le fonti che ne hanno parlato, vicine all’Arabia Saudita, hanno accusato il regime siriano del Presidente Bashar al-Assad di aver portato l’attacco. Da Damasco e dai suoi alleati, Russia ad Iran in prima fila, è arrivata una secca smentita. Che non ha però convinto il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il quale ha minacciato forti ritorsioni e ha cominciato a muovere le navi USA in direzione delle coste siriane. Al fianco degli USA si è schierata la Gran Bretagna, impegnata in uno scontro diplomatico con i russi sul caso della ex-spia di Mosca avvelenata a Londra, e la Francia che, per bocca del proprio Presidente, Emmanuel Macron, ha fatto sapere che valuterà con gli alleati se partecipare ad eventuali azioni militari contro Assad.

I russi, dal canto loro, hanno dichiarato di non essere disposti a lasciar correre nessun atto di aggressione nei confronti del loro alleato e hanno dichiarato che, in caso di attacco missilistico, le truppe del Cremlino presenti in Siria si riservano il diritto di abbattere i missili e neutralizzare le basi di lancio. Un’eventualità inquietante perché significherebbe che, per la prima volta, ci troveremmo di fronte ad un confronto armato tra USA e Russia.

Nel frattempo, alle Nazioni Unite, si è assistito al classico rito dei veti incrociati con Russia ed USA che hanno bloccato le reciproche bozze di risoluzione sulla Siria:  ancora una volta, l’ONU appare inadeguata al ruolo di arbitro delle tensioni internazionali. La risoluzione della tensione, quindi, sembra nelle mani di Donald Trump e di Vladimir Putin. La speranza di tutti è che la questione possa smontarsi da sé, ma le preoccupazioni sono grandi.

Ma al netto delle ipocrisie, dei veti incrociati, delle affermazioni di principio, delle prove di forza, in mezzo a tutto questo c’è un Paese, la Siria, devastata da una guerra che dura da sette anni, che conta oltre mezzo milione di morti, circa 8 milioni di sfollati interni e 5 milioni di rifugiati in Paesi esteri. Migliaia e migliaia di vittime civili, migliaia di bambini.

Di fronte a questo scenario, dagli esiti del tutto imprevedibili, ma anche estremamente pericolosi e in segno di vicinanza e solidarietà al Popolo Siriano, martoriato dalla Guerra, dietro inviti e sollecitazioni di diversi rappresentanti politici ed istituzionali, ma anche di semplici cittadini, con una manifestazione pacifica, civile, trasversale, perché la Pace e la Non Violenza sono valori universali e condivisi, fondamento della nostra convivenza, invitiamo tutti i cittadini e le cittadine di Crema e del cremasco ad unirsi in una Fiaccolata per la Pace in Siria, che faremo a Crema, partendo da Piazza Duomo VENERDI’ 13 aprile alle ore 21.30.

Stefania Bonaldi – Sindaco di Crema